Inauguro con questo post una sezione nuova di questo sito web, una sezione dedicata per ora al mio cambiamento e in futuro chissà: per ora posso solo dire che ho grandi progetti in mente e solo il tempo potrà dirmi se andranno in porto.

Per ora una cosa è certa: qualunque cosa abbia in mente il punto di partenza sono io.

Sono ormai alcuni anni che mi interesso di crescita personale, principalmente per lavorare su di me, ma in parte per interesse verso questa materia.

Sono partito da un livello superficiale, se così possiamo chiamarlo, con i primi lavori di coaching dedicati principalmente alla sfera lavorativa: gestione del tempo, raggiungimento degli obiettivi, focalizzazione ecc.

Non ci è voluto molto a capire che tutti questi strumenti, per quanto interessanti ed apparentemente efficaci, su di me funzionavano solo in parte.

Ero arrivato ad un punto in cui ogni volta che iniziavo un nuovo corso o un nuovo workshop mi ritrovavo a dire nella presentazione “conosco molto bene la teoria, anche più di una in verità, eppure qualcosa non funziona” e ovviamente il Mentore di turno sorrideva e mi diceva che lui aveva la soluzione, soluzione che puntualmente dopo poche settimane dalla fine del corso andava ad allungare l’elenco delle mie esperienze senza davvero cambiare granchè.

Un giorno di circa 3 anni fa conobbi una persona, un ingegnere appassionato di sciamanesimo con un diploma fresco fresco di Counselor Olistico, che durante una cena cominciò a parlarmi di tecniche “alternative”, come le definiva lui. Sarà che aveva il giusto mix di pragmatismo/apertura mentale, sarà che il vinello rosso rendeva tutto più facile, fattostà che nel giro di una settimana ci siamo ritrovati faccia a faccia in uno centro olistico milanese. In verità sulla mia faccia c’era un grosso punto di domanda disegnato e dentro di me il pensiero dominante era “ma che ci faccio qui?”

Ricordo ancora la prima volta in cui mi parlò dell’iceberg. Mi disse che tutto quello che facevo, tutti i corsi e le tecniche che avevo imparato, agivano su di me come sulla punta di un iceberg, la parte visibile che rimane fuori dall’acqua. La parte che rimane sotto la superficie però, quella enorme e non visibile, è quella che comanda: se tu vuoi andare da una parte ma quella decide che non ci devi andare, tutti i tuoi sforzi saranno vani.

Fu così che comincio il mio vero cambiamento, quando decisi di accettare l’esistenza della parte sommersa dell’iceberg e di andare a vedere da che cosa era composta.

Oggi sono cambiate tante cose da allora, d’altronde siamo nati per cambiare e anche se non ce ne rendiamo conto siamo davvero in continuo cambiamento.

La chiave di svolta è stata proprio quella: cominciare a rendersene conto. Smettere di lasciare che sia qualcosa legata al caso, agli eventi, alle situazioni, ma diventare consapevole di quello che mi accadeva.

Sono successe tante cose da quell’incontro: ho frequentato seminari di Reiki, di Costellazioni familiari, ho incontrato più volte il mio bambino interiore, ho fatto un Viaggio dell’Eroe che mi ha emotivamente rivoltato come un calzino e non ho mai smesso di leggere libri su libri, alcuni illuminanti altri un pò meno. Insomma, ho iniziato il mio viaggio, o meglio a prendere consapevolezza di dove stavo andando e di dove avrei voluto andare.

Perchè ho deciso di aprire questa sezione adesso, essendo ormai tanti anni che giro intorno a questi argomenti?

Perchè nonostante tutte queste esperienze mi rendo conto che solo ora ho davvero scelto di fare un reale cambiamento. Perchè leggere libri, frequentare corsi, iscriversi a gruppi online dedicati a questi argomenti non significa automaticamente cambiare finchè non si decide davvero di farlo, finchè non ci si mette in gioco per davvero, prima di tutto con sè stessi smettendo di trovare scuse per aspettare il momento giusto.

E aprire una sezione pubblica in un blog dove raccontare quello che sto facendo, la strada che sto percorrendo, è una sorta di impegno che decideo di prendere con me stesso, un metterci la faccia davanti a tutti, qualcosa da andare a rileggere tra qualche tempo per vedere cosa è successo, quanta strada avrò fatto o se sarò rimasto fermo.

E se va come vorrei che andasse di cose ne dovranno succedere davvero tante.

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